Ultimo numero

Nel numero di estate 2019:
EccoRecco cessa le sue pubblicazioni (di Giuseppe Rosasco)
La Pieve di Uscio: Un monumento da riscoprire (di Luigi Vinelli)
Un antico approdo tra Recco e Camogli (di Roberto G.B. Figari)
L’irto cammino del Parco (di Giuseppe Rosasco)
Incontro con Mauro Bassan (di Giuseppe Rosasco)
Colpo d’occhio su dieci anni di EccoRecco
Una bella avventura (di Andrea Revello)
La rinascita dell’Ascensione (di Andrea Revello)
Il filo rosso che unisce il Golfo Paradiso all’Europa (di Pino Solimano)
Il nuovo volto di Calissi (di Tina Arata)
Tanti auguri… Instabili (di Tina Arata)
Ken Shin Kai: l’anima del karate (di Alessia Verardi)
E inoltre le rubriche:
Benessere, Vent’anni fa, in Libreria.

EccoRecco cessa le sue pubblicazioni

Questo che leggete è l’ultimo numero di “EccoRecco”. La decisione di porre la parole fine ad un’iniziativa che dura da dieci anni è stata presa di comune accordo da Andrea Revello, editore ed autentico factotum del periodico, e dal sottoscritto, nella sua qualità di direttore responsabile. I motivi che ci hanno spinto a prendere questa decisione sono diversi. Ma forse la spinta decisiva è stata la comune sensazione che la rivista, che ha cercato di “raccontare” Recco e i paesi del Golfo Paradiso nella aspetti più rilevanti della loro vita, abbia esaurito un ciclo. Per svariate ragioni, messe vieppiù in risalto dal trascorrere degli anni.
Non va infatti dimenticato che il periodico affonda le sue radici nel lontano 1993. In quell’anno il mio collega di lavoro Giorgio Puppo mi interpellò per creare un foglio della Pro Loco di Recco, di cui era presidente. Aveva in mente un nome curioso, EccoRecco per l’appunto, corredato da un segno distintivo ideato da Beppe Diena, un grafico oggi attivo a Milano. Uscirono pochi numeri di quella pubblicazione, composta da sole quattro facciate stampate in grande formato. Del gruppo dei realizzatori dell’iniziativa faceva parte anche Andrea Revello, che muoveva i primi passi nella sua carriera di grafico, editore, pubblicista. Per farla breve, attorno a questa iniziativa di carattere prettamente locale si cementò anche un’amicizia poco scalfita dalle vicende della vita.
Molti anni dopo, nella primavera del 2009 mi chiamò Andrea per sottopormi l’idea di ridar vita ad EccoRecco. Di fronte a un bel piatto di focaccia al formaggio, Andrea mi spiegò la sua idea. In sostanza si trattava di creare un mensile free press di 16 pagine, con una tiratura attorno alle cinquemila copie, che avrebbe dovuto coprire i costi di pubblicazione con i proventi pubblicitari. Collaborazioni gratis, naturalmente. Gli articoli dovevano essere contenuti nello spazio di una sola pagina. Gli autori si sarebbero trovati cammin facendo. Mi trovai d’accordo sulla nuova impostazione e così nel mese di luglio 2009 vide la luce il primo numero di EccoRecco, nel nuovo formato. L’articoletto di presentazione dell’iniziativa era intitolato “Una scommessa”, non a caso.
Grazie alle capacità redazionali di Andrea, la scommessa si rivelò rapidamente vinta, sia pure a costo di un impegno costante. Al sottoscritto spettava il compito di tenere ferma la barra al centro nel dibattito politico e culturale locale, con interventi firmati (a volte con lo pseudonimo di Pino Solimano). I numeri si esaurivano presto nelle sedi di distribuzione, gli sponsor offrivano il necessario sostegno economico. Via via una serie nutrita di collaboratori (il cui elenco completo si può trovare nell’inserto centrale di questo stesso numero) dava il suo contributo alla rivista, in modo da farla diventare rapidamente adulta, al punto che la Società Ligure di Storia Patria ci chiese di inviare tutti i numeri del periodico per conservarli nella sua importante biblioteca. Un onore che ci riempì di legittimo orgoglio.
I tempi stavano però rapidamente mutando. La carta stampata veniva superata dall’editoria on-line, le realtà locali dovevano fare i conti con vincoli di bilancio tali da rendere necessarie strategie comprensoriali, l’informazione globalizzata cominciava ad incidere sugli stessi percorsi educativi delle nuove generazioni. Tutta la vecchia impalcatura delle relazioni politiche e culturali in cui era espressione locale EccoRecco stava mostrando segni di cedimento.
Era inevitabile pensare ad un ripensamento dell’iniziativa. Andrea ed io concordammo di diradare le uscite del periodico (da mensile a bimestrale) ma con un incremento delle pagine (da 16 a 24) in modo da poter ospitare articoli di più ampio respiro, soprattutto di orientamento storico e culturale. Una decisione che prese corpo a partire dal numero 69 di gennaio-febbraio 2016.
Paradossalmente questo aggiustamento editoriale rimarcava le difficoltà a interfacciarsi con una realtà sempre più in rapido mutamento. Sarebbe stata necessaria una nuova rifondazione del periodico, a cominciare dal titolo, abbandonando la centralità di EccoRecco per focalizzare l’attenzione sulle problematiche e sull’identità dell’intero Golfo Paradiso. Ma questo radicale cambiamento avrebbe richiesto una platea di interlocutori molto più ampia dell’attuale ed una struttura economica e realizzativa adeguata. In altre parole, un’altra storia. Se vogliamo consolarci, come diceva Sean Connery nei panni del famoso agente 007: “Mai dire mai”…
Al di là delle battute, sono queste le considerazioni hanno motivato la decisione di chiudere EccoRecco. E di ciò chiediamo venia ai numerosi lettori, ai collaboratori e agli sponsor, a cui va il nostro sentito ringraziamento, nella consapevolezza che senza di loro la rivista non avrebbe potuto rappresentare quell’appuntamento puntuale ed atteso nella vita cittadina, come in realtà è stato.

Giuseppe Rosasco - Direttore di EccoRecco – [email protected]